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Chi sono e chi aiuta i caregiver?

21 Agosto 2023

Magari lo sei anche tu e non lo sai! Il significato di caregiver è “colui o colei che si prende cura” e che offre assistenza ad una persona non autosufficiente. Il termine deriva dalla lingua inglese – a sua volta da giver ("chi dà") e care ("cura") ed è entrata nell’uso comune per indicare generalmente un familiare che, a titolo gratuito e fuori dall’ambito professionale, si occupa dell’assistenza di un figlio, genitore o altro familiare disabile o che comunque non sia autosufficiente (da Treccani, “caregiver”, neologismi). Ma chi aiuta i caregiver

Sono caregiver i genitori di una persona con una disabilità o invalidità, sono caregiver i figli di un anziano o una anziana parzialmente autosufficiente. Se tutte queste parole ti sono già chiare, ottimo, skippa fino in fondo all’articolo. Se invece non lo sono il prossimo trafiletto serve a spiegarle meglio. Sono parole che si usano spesso nel sociale, ma quando non le si vive in prima persona non sempre è chiaro cosa significano.

Disabilità e invalidità

Sono entrambe situazioni nelle quali una persona si trova a vivere uno svantaggio evidente - di tipo fisico, di tipo psichico oppure di tipo sensoriale. Ma disabilità e invalidità non sono la stessa cosa. L’invalidità è “semplicemente” l’attestazione medico-legale con la quale si definisce quanto una persona è incapace di poter svolgere un’attività lavorativa, in che percentuale, cioè, l’infermità che vive lo “blocca” dal punto di vista della capacità lavorativa. La disabilità, invece, è la condizione più generale, di tipo medico-sociale, che vive la persona. Viene definita dalla Legge 104 come una “minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.”  

Autosufficienza e non autosufficienza

Forse un pò più semplice. Sono autosufficiente se sono in grado di prendermi cura di me, e con questo si intende principalmente riuscire a fare tre cose: mangiare, tenermi pulita e riuscire a muovermi. Non sono autosufficiente quando non sono in grado di farlo. Il fatto è che quando si parla di anziani, in particolare (ma non solo), non sempre le cose sono così definite: esiste, cioè, la parziale autosufficienza. Alcune cose le riesco a fare, altre no. È qui che, di solito, entrano in gioco i caregiver.

Chi aiuta i caregiver? Il sostegno

Se penso alla mia famiglia, ben tre prozie hanno dedicato la loro vita al prendersi cura dei genitori anziani, senza sposarsi e senza mai lavorare. Una “zia Annamaria” probabilmente l’avete conosciuta anche voi: ha continuato ad abitare nella casa dei genitori, sia quando sono stati anziani che dopo che entrambi sono deceduti, ed è stata aiutata - in modi diversi - dagli altri fratelli durante tutta la sua vita. Abbiamo cominciato a chiamare questa figura caregiver quando è stato chiaro che in questo “nuovo” mondo, l’attività di cura non è così facilmente conciliabile con le altre “cose” della vita: non solo per quanto riguarda l’aspetto economico ma anche, e forse soprattutto, per quello sociale. La mancanza di tempo, la preoccupazione costante (conscia o inconscia), la carenza di assistenti familiari (le badanti) che si vede in questo periodo stanno mettendo in difficoltà molte famiglie. 

Da qualche anno in Provincia di Trento sono attive due piattaforme molto interessanti. La prima è Cura Insieme, un catalogo di corsi gratuiti dedicati su come diventare caregiver ai quali possono partecipare anche badanti o persone interessate. Alcuni corsi sono organizzati in presenza, altri in modalità online e trattano tematiche diverse: dalle informazioni più di carattere sanitario (come le procedure più sicure per la movimentazione dell’anziano, per esempio, o la panoramica delle patologie più frequenti, etc.) fino alle tecniche di gestione dello stress. 

La seconda piattaforma che mi sembra molto utile è il Registro provinciale delle Assistenti famigliari (badanti) in Trentino. Il registro è attivo credo da più di dieci anni e, all’inizio, vedeva inserite le persone che si rendevano disponibili come badanti dopo aver frequentato un corso breve di formazione organizzato dalla PAT. Oggi il corso non c’è più, ma il Registro è ancora aggiornato e mostra un elenco di più di 150 badanti attive sul territorio, delle quali molte che segnalano di essere disponibili/in cerca di lavoro.

Se conosci un caregiver, il miglior sostegno che puoi dargli è una serata libera e la tua disponibilità.

Se sei un caregiver, il miglior sostegno che puoi darti è ascoltare te stesso e capire quando stai arrivando “al limite”.

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